07 luglio 2009

Serve informazione

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C'era una volta l'informazione, e sembra davvero di essere in una fiaba quando se ne parla oggi. Una di quelle fiabe caratterizzate da un evidente mix di amarezza e realtà, di immaginazione che non troppo altera il vero.
Ognuno può descriverla con i toni che meglio crede, a volte eccedendo in fantasia come quando diciamo di essere in dittatura, o quando si dice che siamo sotto regime. La realtà, probabilmente, è che siamo di fronte ad un cambiamento di pensiero sempre più radicato, che va spargendosi in ogni emittente nazionale.
Vuoi perchè il governo può condizionarne i vertici, vuoi per paura di alcuni giornalisti, o vuoi perchè ormai si ritiene nella normalità un certo comportamento.
In altri tempi (ed altre rivoluzioni) non sarebbe mancato qualcuno che, tra i tanti, avrebbe alzato un pò di fumo.
Adesso, il poco fumo che ci arriva cerca alle volte (vedesi Repubblica con il caso Beppe Grillo) di nascondere anch'esso parte dell'informazione. Metodologia subdola che anch'esso critica.

Ma cosa mi ha portato a fare un'introduzione così?
Come probabilmente già molti sanno oggi il Guardian ha mosso un'accusa molto pesante all'italia, quella che alcuni rappresentanti del G8 abbiano sia criticato l'operato del governo da un punto di vista dell'organizzazione, sia che venga esclusa dal G8 stesso. (link http://www.guardian.co.uk/world/2009/jul/06/g8-considers-expelling-italy ).
Il Guardian si preoccupa bene di non far nomi, e Berlusconi, dal canto suo, risponde a tutto tono.
Ed in questa diatriba, nei contenuti della stessa, non voglio entrare. Che siano giusti o sbagliati, veri o falsi. C'è un problema che avviene ben prima di questa notizia.
Nei titoli iniziali del TG2 di oggi 7 Luglio 2009 non c'era niente che accennasse all'evento. Dubbioso sui contenuti del TG ho deciso di continuare a seguirlo per vedere in che modo, toccando inevitabilmente il tema del G8, avrebbe affrontato l'argomento sollevato dal giornale inglese.
Quello che ne è risultato è la conclusione perfetta di questo cambiamento italiano. La frase "Berlusconi risponde duramente alle polemiche del Guardian" è seguita dalla risposta di Berlusconi che non spiega minimamente nè rende evidente, l'argomento della polemica. Lo spazio dedicato alla questione dura al massimo uno o due minuti ed è contenuto all'interno della discussione su quali sono i temi del G8 di domani.

Questo non è un regime, questa non è una dittatura, questo non è servilismo. Siamo di fronte ad un cambiamento di rotta, una scelta chiara e distinta di non informare del tutto. Scelta peraltro composta da motivazioni etereogenee tra di loro. Per alcuni timore, per alcuni soldi, per altri chissà. Non è possibile stillare una lista precisa e veritiera di tutto questo, ma si può guardare all'unico fatto qui presente: quante persone sono state realmente informate, durante il TG2 di stasera, del problema sollevato dal Guardian?
Se la matematica non è un'opinione (e non lo è) il risultato non cambia: nessuna.

Andrea (sdl)

2 commento/i:

mightywizard ha detto...

Anche io non ho trovato notizia alcuna di questo evento nei canali di informazione tradizionali, esattamente come è accaduto infinite volte in passato; ne sono stato informato da tre canali diversi online e da un canale familiare, sfortunatamente (eccetto la tua) sono state tutte notizie parziali, frammentarie e in alcuni casi inattendibili (e quindi che richiedevano controlli) che necessitavano di essere incollate insieme e calate in un contesto preciso, lavoro non immediato e che normalmente è proprio il compito di un giornalista.

Sono veramente interdetto, mi sento come un cittadino di "V per vendetta": guardo la tv e dico "Balle".
Ma con la nebbia informatica che viene calata sulla nazione come faccio a sapere se quello che vedo accanto a me è un'isola felice o se effettivamente tutti gli italiani sentono che nell'informazione c'è qualcosa che non va?

Andrea (sdl) ha detto...

Non credo sia un problema che affligge tutti gli italiani, ma solo una parte. Dei rimanenti alcuni sono appunto disinformati, altri non interessati.
Il problema dell'informazione italiana oggi è delicato. Non è facile evitare la connotazione politica. Berlusconi forse ha favorito questo ecosistema, ma non credo dipenda unicamente da lui. In altri tempi ci sono state sempre molte più voci che si alzavano .Perchè ora quindi ci troviamo di fronte a questo silenzio?

Comunque ,tornando in tema. Qualcosa nell'informazione non va, e non credo sia una questione politica. Credo che ogni italiano dovrebbe sentire il bisogno di scoprire fatti e misfatti di chi li rappresenta, o siamo una razza in via d'estinzione?

Andrea (sdl)